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Repubblica Italiana, Tribunale di Milano Tribunale delle Imprese

Sezione XIV Civile Ordinanza nel procedimento promosso da Flexform s.p.a.

06 March 2020 102 0

N. R.G. 2019/41797


TRIBUNALE ORDINARIO DI MILANO

SEZ. XIV CIVILE – TRIBUNALE DELLE IMPRESE – SPECIALIZZATA IMPRESA “A”


Nel procedimento cautelare iscritto al n. r.g. 41797/2019 promosso da:

FLEXFORM S.P.A. (C.F. 00695310961) con il patrocinio dell’avv. PRADO IURI MARIA e dell’avv. Elettivamente domiciliato in Indirizzo Telematico presso il difensore avv. PRADO IURI MARIA

RICORRENTE

Contro

EUROOO S.R.L. (C.F. 09697820968) c

RESISTENTE NON COSTITUITA

Il giudice dott. Caterina Macchi,

a scioglimento della riserva assunta all’udienza del 16/10/2019,

ha pronunciato la seguente

ORDINANZA

Flexform s.p.a., premessa una ampia descrizione della sua qualità di impresa internazionalmente nota da decenni quale soggetto operante della progettazione, produzione e commercializzazione di elementi di arredo, con la collaborazione dei migliori architetti e designer mondiali; premesso che le sue attività e realizzazioni sono da sempre contrassegnate dal marchio “Flexform”, costantemente utilizzato da decenni su cataloghi e pubblicazioni sì da acquisire notorietà e rinomanza; premesso infine che la dicitura “Flexform” è oggetto di marchio dell’Unione Europea, registrato in data 4.12.2007 per le classi 11,20 e 24, e che la dicitura Flexform è inserita nel domain name della società “flexform.it” (cfr. doc. 13 e doc. 14),

ha esposto di aver recentemente verificato l’esistenza di indebito uso del marchio Flexform da parte di Eurooo s.r.l., titolare del sito web https://www.eurooo.com, nel quale appare una pagina in cui con evidenza campeggia il marchio della ricorrente (doc. 15 e pag. 4 del ricorso);

ha dedotto trattarsi di uso non autorizzato;

ha ulteriormente dedotto che nella medesima pagina costituisce sfondo del marchio una fotografia di proprietà di Flexform, recante l’immagine di un suo divano, utilizzata nei cataloghi e nelle campagne promozionali della ricorrente.

Ha dunque affermato la sussistenza di una condotta di uso non autorizzato del marchio, atteso che il medesimo non viene utilizzato in funzione descrittiva di prodotti venduti bensì trascende tale funzione perché riprodotto in modo ostentato, così violando quelle consuetudini di lealtà in ambito industriale e commerciale che ne renderebbero lecito l’utilizzo, ed essendo idoneo ad ingenerare la percezione dell’esistenza di un collegamento tra l’utilizzatore e il titolare del marchio;

la sussistenza di un uso non autorizzato di una fotografia di proprietà di Flexform, condotta integrante fattispecie di concorrenza sleale ex art. 2598 1-3 c.c., ancora una volta sottolineando la contrarietà ai doveri di correttezza di un comportamento suscettibile di ingenerare la percezione di un inesistente collegamento commerciale tra utilizzatore non autorizzato dell’immagine e imprenditore. Sottolineata l’attualità del pregiudizio e la difficile ristorabilità ex post del danno potenzialmente diffusivo generato da siffatto uso non autorizzato di segni distintivi e di fotografie di esclusivo diritto altrui, ha dedotto la piena sussistenza anche del periculum in mora.

Ha quindi domandato:

inibirsi a Eurooo s.r.l. l’uso non autorizzato della dicitura “Flexform” e della fotografia di cui al ricorso;

disporsi la pubblicazione dell’intestazione e del dispositivo del provvedimento cautelare su due quotidiani a diffusione nazionale, su due riviste specializzate del settore, a scelta della ricorrente e spese di controparte, nonché disporsi la pubblicazione del testo integrale del provvedimento sulla home page del sito di Eurooo per 30 giorni.

La resistente, benché regolarmente evocata, non si è costituita nel procedimento.

Con riferimento al marchio Flexform, si osserva che, come emerge dall’esame della pagina del sito di Eurooo s.r.l. https://eurooo.com/brand/flexform.html, il marchio “Flexform”, registrato dalla ricorrente è rappresentato con dimensioni assai rilevanti e una collocazione di assoluto risalto in posizione parzialmente sovrapposta alla fotografia del divano, con riproduzione – si sottolinea – di anche di tutti i segni grafici e cromatici del marchio del marchio della ricorrente. Tale modalità di riproduzione del segno distintivo certamente eccede la necessità collegata alla pura funzione descrittiva del prodotto ( il divano ) pubblicizzato; è da condividersi al riguardo la valutazione espressa dalla ricorrente, circa il sussistere, a causa di tali modalità di riproduzione del segno, di un concreto rischio di associazione tra l’utilizzatore – non autorizzato – del marchio e la società titolare dello stesso, tale da far ritenere esistente un legame commerciale tra le due entità (cfr. Corte di Giustizia CE C-63/97). Detto legame è del tutto inesistente nel caso di specie; addirittura Eurooo nemmeno ha mai ritenuto di rispondere alle lettere di contestazione stragiudiziale inviatele da Flexform. Si è dunque al cospetto di un utilizzo denominativo, e non descrittivo, del marchio altrui, senza autorizzazione alcuna.

Quanto alla fotografia del divano, riprodotta dietro al marchio nella medesima pagina web fin qui descritta, Flexform ne ha rivendicato la proprietà ed ha altresì dimostrato di aver utilizzato della foto in importanti campagne promozionali dei propri prodotti (doc. 15 bi e ter). La condotta di Eurooo, che risulta essersi appropriata di una fotografia altrui e non ha ritenuto di partecipare al procedimento per dimostrare il contrario, costituisce certamente modalità concorrenziale illecita e scorretta. Invero, anche tale condotta, attuata sinergicamente a quella descritta con riferimento all’uso denominativo del marchio, vieppiù rafforza in chi apre la pagina web la falsa percezione di un legame di tipo commerciale tra Flexform e l’odierna resistente.

Così individuati e tratti del fumus boni iuris, con riferimento al periculum in mora deve rilevarsi il carattere attuale delle condotte censurate, e l’attitudine diffusiva del danno che dette condotte generano a carico della ricorrente; danno di difficile ristoro per equivalente ex post.

In accoglimento al ricorso, il tribunale inibisce dunque ad Eurooo s.r.l. l’uso del marchio “Flexform” non autorizzato ed in funzione non descrittiva; inibisce inoltre alla resistente l’uso della fotografia del divano Flexform visibile attualmente nella pagina web del sito di Eurooo https://eurooo.com/brand/flexform.html.

Quanto alla richiesta di pubblicazione, si ritiene idonea a soddisfare le esigenze cautelari illustrate in ricorso la misura della pubblicazione del testo della presente ordinanza sulla Home Page del sito https://www.eurooo.com, per il tempo di trenta giorni, con posizionamento di un riquadro di intentazione collocato nell’intestazione o comunque nella parte iniziale della pagina web, contenente la seguente dicitura:

Repubblica Italiana

Tribunale di Milano

Tribunale delle Imprese, Sezione XIV Civile

Ordinanza nel procedimento promosso da Flexform s.p.a.,

con collegamento ipertestuale al testo integrale della presente ordinanza.

Le spese seguono la soccombenza e si liquidano in € 2.500,00 per compenso, oltre rimborso forfettario spese generali, oltre accessori di legge.

 

PQM

 

Il Tribunale di Milano, così decide:

1)      Inibisce ad Eurooo s.r.l. l’uso del marchio “Flexform” non autorizzato ed in funzione non descrittiva;

2)      Inibisce ad Eurooo s.r.l. l’uso della fotografia di Flexform visibile attualmente nella pagina web del sito di Eurooo https://eurooo.com/brand/flexform.html;

3)      Ordina ad Eurooo s.r.l. la pubblicazione della presente ordinanza sulla home page del proprio sito https://www.eurooo.com, per il tempo di trenta giorni, con posizionamento in un riquadro di intestazione collocato nell’intestazione o comunque nella parte iniziale della pagina web, della seguente dicitura:


Repubblica Italiana

Tribunale di Milano

Tribunale delle Imprese, Sezione XIV Civile

Ordinanza nel procedimento promosso da Flexform s.p.a.,

con collegamento ipertestuale al testo integrale della presente ordinanza;

4)      Condanna la resistenza alla rifusione delle spese legali sostenute della ricorrente, liquidate in € 2.500,00 per compenso, oltre rimborso forfettario spese generali, oltre accessori di legge.

SI comunichi,

Milano, 23 ottobre 2019

 

Il Giudice

Dott. Caterina Macchi

 


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